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Rinegoziazione dei mutui casa, qualche considerazione

casa dolce casa

A spiegare la trovata del governo, i suoi pregi, i suoi difetti e le migliori alternative che già esistevano ci pensano in maniera egregia Claudio Borghi sul Giornale del 23-05-2008, Nicola Porro nella sua Zuppa e Phastidio da par suo.
Che il Governo, invece di una soluzione geniale, abbia scoperto l'acqua calda non è novità: i casi nei quali un governo sia in grado di elaborare una novità che non abbia a che fare con la rapina a danno del contribuente o del proprio vicino sono decisamente rari. Meglio però un governo che scopre l'acqua calda di uno che ti lascia morire intirizzito, anche se meglio di tutto sarebbe che il popolo bue accendesse il cervello quando s'incatena mani e piedi ad un pesante fardello finanziario.

 

Batracomiomachia

Il mandato di pochi giorni fa, dato dal Presidente della Repubblica a Franco Marini, non mi ha stupito. L’incarico esplorativo - per sondare un possibile governo che si dedichi alla legge elettorale - ha però un certo gusto “retrò” ed assomiglia molto a qualcosa di già visto: la crisi del primo governo Prodi e la nascita del governo D’Alema.

 

Onorevoli colleghi!

Egregi senatori,
colleghi tutti,
parlamentari,
 
Io son qui tra voi, e parlo in dissenso con il mio gruppo. Ma non dissento perché sono d'accordo con l'opposizione. E quindi vi potete anche risparmiare l'applausino ironico. Io dissento perché dissento da tutti e due.
 

 

San Romano

Romano all’irto colle
Rimuginando sale,
Osserva il Quirinale:
”Così non si può far!”

“Se invece ti dimetti
Senza provar giochini
 andiamo in culo a Dini
E ti vo’ a reincaricar”.

Su’ Ceppaloni accesi
Sta Prodi scoppiettando:
Che il cacciator fischiando
E’ in aula ad aspettar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri,
Annunciano da ieri,
Che stanno per schiattar.

(Nella foto, stormi d'uccelli neri)

 

Che mondo sarebbe senza Mastella

Posso dirlo? A me Mastella e quelli come lui mi fanno paura. Ho la scusante che ancora non ho letto tutte le carte sui fatti, e l'aggravante che ieri sera l'ho visto dal vivo a Porta a Porta. E la gente, dal vivo, si sa che fa più paura rispetto a quando li leggi sui giornali. Per questo la tv dovrebbe essere vietata ai minori di 18 anni, perché li impressiona se per caso - tra trasmissioni educative come un cartone di un Porkomond che tartarugheggia sparando spade, una trasmissione dove ti raccontano che per essere talentuoso devi essere bravino a scimmiottare, un programma tv che mostra le grazie di veline davvero molto magre - beccano un telegiornale o, peggio, un Porta a Porta come l'ho visto io. Ma ora sto divagando. Andiamo avanti sul topic, invece.

 

Prodi debunked: quante balle, Mr. President!

E’ venerdi, lo so, e tutti hanno in testa soltanto spumante, veglione, ricchi premi e cotillons. Non mi sento neanche di dar torto a chi ha già deciso di chiudere i conti con il 2007 e confida nello stellone del 2008 per provare ad uscire dalla melma. Tuttavia, la conferenza stampa di fine anno della mortadella più indigesta d’Italia, merita pure qualche chiosa e un paio di precisazioni perché non si può mica far finta di non aver sentito i deliri prodiani sulle meraviglie dell’attività di governo. Ora, non è che ritrascriviamo il testo del discorso perché ve lo potete godere qui, ma ci contentiamo di fare la punta a qualche passaggio per smontare la favola del presente radioso e del futuro Eldorado che abitano solo ed esclusivamente nella testa marmorea del presidente del consiglio.

E andiamo a incominciare.

 

Epifania

Probabilmente è una richiesta eccessiva, ma forse sarebbe anche arrivato il momento che ognuno cominciasse a stare al posto che gli compete visto che, se anche ci stesse, non si capirebbe lo stesso un accidenti.

Una delle organizzazione che invade sempre più spesso il campo è, tanto per cambiare, la CGIL la quale, molto tempo fa, faceva il sindacato dei lavoratori. Almeno, così diceva di fare. Oggi, al contrario, posto che più della metà dei suoi iscritti sono pensionati per cui diventerebbe assai arduo per la CGIL sostenere di essere ancora un’organizzazione che persegue lo scopo statutario che si è data alle origini, la truppa guidata da Epifani è diventata un vero e proprio partito.

 

Lo scoglio della finanziaria

Si profilano tempi duri per la coalizione di maggioranza. L’estrema sinistra ha infatti imposto a Prodi un ultimatum sulla finanziaria. Fabio Mussi e Franco Giordano hanno infatti intimato a Prodi di considerare le loro proposte, pena il mancato appoggio al governo. Come sempre è l’ala massimalista a dettare legge nel centrosinistra.
Ma anche i centristi si danno da fare. Mauro Fabris dell’Udeur avverte: o si vota la finanziaria compatti, o si prende atto che non esiste una maggioranza di governo.
Prodi è accerchiato dai suoi stessi infidi alleati. Che fare dunque? Compromesso anche stavolta? E’ probabile, ma compromesso dopo compromesso, il logorio diventa crescente e l’insofferenza degli elettori anche.
La finanziaria è la legge più importante dell’anno, nella quale, in pratica, viene definita la concreta politica di governo.
Se si è spaccati su di essa, è difficile che il governo possa operare col margine di sicurezza che è necessario avere per concretizzare i programmi proposti agli elettori.

 

Prodi e la vittoria di Nikolajewka

Ieri, in Senato, hanno fatto le prove generali per vedere l’effetto che fa il dopo Prodi. Diciamo che la prima conta di chi sta di qua, chi sta di là e chi ancora non sa dove sta è cominciata. Non sono grandi numeri perché basta un raffreddore di qualcuno e in Senato può succedere di tutto, ma il pallottoliere dice che il governo è alla canna del gas e sempre più ostaggio dei nanopartiti, nuovi e vecchi. Lo stesso vale per l’opposizione che, fortunatamente, non ha incassato la vittoria grazie all’assenza strategica di Storace e della sua pattuglia D-Destra. Il risultato finale è la vittoria dell’ARMIR prodiano che si comporta eroicamente durante la sua piccola Nikolajewka e può continuare a sperare di raggiungere le retrovie dove lo attende una immeritata pensione.

 

Chirac reloaded

Ha detto con suo classico biascicar serafico: "dialogare, non negoziare" (per adesso) con Hamas. Più che con Israele (che al più scuote la testa sconsolato), il Nostro bofonchione forse ce l'ha con Abu Mazen; si vede che il leader dell'ANP, come il sindaco di Castiglion della Pescaia non gli ha fatto pervenire gli auguri di buone ferie ...
Battute a parte, che figuracce fa fare il bisogno impellente di assicurarsi in fretta consensi a sinistra, in vista delle partite previdenziali e sociali dell'autunno prossimo .. Anche se,  va sottolineato, per il vecchio bojardo dalle ripetute "collaborazioni" sovietiche, tale posizione antiamericana non rappresenta nulla di scandalosamente nuovo.

 
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