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Se la Lega governa a Lampedusa…

Vogliamo prendere seriamente le elezioni amministrative in Sicilia? Vabbè! Però, per carità di patria, ci risparmiamo le bordate a salve che si scambiano la CdL e la DisUnione su vincitori e vinti, sul “progetto” e su tutte le vaccate che si dicono subito prima e subito dopo questi incontri di wrestling. Sempre per lo stesso nobile motivo, lasciamo perdere anche la denuncia di Orlando sui brogli e sulle foto con il telefonino perché è solo lo sfogo di uno che pensava di averne fatte di più e, alla fine, si è reso conto che anche gli altri cominciano ad imparare il sistema.
Tuttavia, ci sono un paio di cosette che meriterebbero una valutazione che, siamo certi, a livello centrale nessuno si preoccuperà di fare. La prima riguarda proprio la sconfitta di Orlando che ha perso nettamente nonostante una campagna elettorale condotta all’insegna del più bieco assistenzialismo borbonico. Su tutte, la minaccia di far cadere il governo Prodi nel caso in cui non gli fosse stato concesso il bonus del reddito minimo per tutti. Ora, se è vero che il Sud italiano di assistenza pubblica ci ha campato, e ci campa, da tempo immemore e decisamente anterepubblicano, fa specie che l’argomento di Orlando non abbia inciso a sufficienza nella fantasia dei futuri beneficiari della regalia. Potrebbe essere il segnale che la cosiddetta “base” stia comprendendo che sul buon cuore altrui non si costruisce un futuro roseo per alcuno. Forse è un eccesso di ottimismo, ma in qualche caso ci si può anche cullare nel sogno che gli elettori siano più avanti degli eletti i quali, di questo sono sicuro, staranno brindando alle imminenti opportunità di business fregandosene allegramente delle reali necessità delle città che saranno chiamati ad amministrare. Il discorso vale a prescindere dallo schieramento politico dei vincitori, si intende, perché dove amministrano gli ex partigiani le cose vanno allo stesso modo. Qualcuno penserà che si tratta di qualunquismo, ma, nei fatti, è solo amaro realismo perché il livello della classe dirigente del Paese è quello che è. Però, facciamo finta che dal basso qualcosa si muova e proviamo a dar credito a questa eventualità.
La seconda osservazione la riserviamo al curioso fatto di Lampedusa dove alla carica di Vicesindaco sale niente meno che una leghista e in Consiglio, sempre di leghisti, ne siederanno altri 4. Il Sindaco – Bernardino de Rubeis – è del Movimento per le Autonomie o come accidenti si chiama, ma credo di non essere il solo che guarda a questo risultato con stupore. Ovviamente i soliti noti tuoneranno contro la deriva razzista che contagia il Sud e le Isole senza sovrapprezzo, ma dimostrerà ancora una volta di non avere capito una beata mazza.
Se anni di politiche allegre in tema di immigrazione hanno trovato positivi riscontri negli ambienti intellettuali progressisti, chi paga il conto della licenziosità praticata con i deretani altrui comincia stufarsi parecchio. Anche a costo di sentirsi tacciare di razzista e di barrare la casella di un partito che, a sud di Busto Arsizio, perde inevitabilmente di appeal. Amato, o chi per lui, ci dovrebbe riflettere perché, se il governo del Comune di Lampedusa non si può iscrivere tra gli obbiettivi di potere fondamentali, il fatto che ci arrivi chi ha fama di “mangiaterroni” vuol pure dire qualcosa. Fatte le dovute proporzioni, insistere sulla strada del tappeto rosso steso su ogni spiaggia del Belpaese potrebbe moltiplicare i ripensamenti quando si voterà per il piatto del giorno.
Si dirà che nelle zone di confine è facile che si verifichino situazioni limite. E’ vero, peccato che il confine stia rapidamente arretrando da Lampedusa e sia arrivato velocemente anche a Chieti, che località di mare esattamente non è.
Terza ed ultima osservazione. Io, se fossi elettore siculo, un elettore del centrodestra intendo, un po’ mi incazzerei. Nel senso che se chiami demente un elettore mancino quello si risente – giustamente - ma se, di rimando, ti senti dire che ha vinto Forza Mafia e che, quindi, tu sei un fiancheggiatore, allora mi sembra anche legittimo risentirsi in ugual misura. Anche perché, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle “i”, ci sono regioni vermiglie collocate a latitudini non di molto distanti e famose per rappresentare ambienti dalla onorabilità etica non dissimili (leggasi la Campania, per i distratti) al cui comando ci sono più commissari che amministratori “regolarmente” eletti. Quindi, certe prediche e certi giudizi sprezzanti se li possono anche tenere in tasca. O, se li estraggono, ci si può concedere anche un onesto “vaffanculo” senza passare necessariamente per cafoni.
(Nella foto, un canotto)

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ritratto di Mthrandir
 

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