Pronti, via, il Manchester è un monumento d'antipatia, non fosse altro che schiera quel bufalotto di Van Der Saar in porta. Ed il cestista mancato che un tempo dovevi chiamarlo per nome oltre che per cognome, come un Patrizio Sala qualunque.
Il Chelsea resiste, Drogba non mi piace, non è che sia poi 'sto granché. Lampard si, ti prende, goal a parte quando si gira da fermo e stampa la sconfitta sulla traversa rossa è impressionante.
Tevez è un hico de puta ma diciamocelo, sembra l'argentino che hanno in mente gli inglesi quando han voglia di prender per il culo l'hinchada di Baires. Storto, infame, collo con rughe da ergastolo, una cattiveria proteica asportata a una fogna e aspirata col latte.
Più che un calciatore, sembra la reclame, tutta british, della carne (argentina) guasta.
Van Der Sar, insieme all'uscente campione d'europa
Ancelotti detto Carletto, mi deve lo scudetto del 2000 (Carletto mi deve pure Henry). Poi a fine gara faremo tutto un conto, specie dovesse perdere. Negli anni, e mi consola, non è migliorato, prende un goal scivolando che neanche la buonanima della Sora Lella quando le tiravano le gambe.
Anatomia di un successo
Lo United è antipaticissimo, non so veramente chi possa fare il tifo per loro. Mi dicono in Italia riscuota gran fascino e successo, sono i guasti della globalizzazione, alla fine ti ritrovi a tifare per una sottomarca di wurstel rosso ketchup pensando sia una storia importante. Tanto varrebbe, che so, sostenere una birra danese o, del passato, i formaggi Ramek. Ferguson poi è proprio odioso, tra lui e il Dalai Lama non si capisce chi abbia iniziato per primo a darsi le arie. E si che me lo ricordo col Dundee o l'Aberdeen, che importa, a raschiare il fondo della noia con quella specie di agonismo dei volenterosi che chiamano calcio scozzese. Una sottopalla del rugby, che all'epoca ti bastava veder Paulo Roberto scherzarli col palleggio per capire la metà di quel che i ragazzini d'oggi (prendi i figli di Moratti) non sapranno mai sulla poesia del calcio inglese.
Abramovich in tribuna è uno spettacolo. Davvero un tesoro, con la moglie o fidanzata (vai a sapere) chiusa chissà dove, magari in una dacia rigida all'ultimo piano del Chelsea Cloisters, dove una volta guardava la tv Roger Barrett. Legata mani e piedi ad un termosifone, e guardata a vista dal Kgb. Roman il multimiliardo dà quell'impressione, l'impressione di essere un uomo libero così, un cazzuto e clownesco miliardario in libera uscita. Un pagliaccio : magari solo perché russo.
Dello United nessuna notizia, invece, in questo senso. Quelli magari un presidente non ce l'han neppure, avranno al suo posto un Comitato Etico, sono odiosi.
Farsi piovere in casa e potere lo stesso
Ballack è francamente inguardabile. Uno, un tedesco in Inghilterra può fare solo il cameriere, dopo Coventry e Dresda solo quello. Vae victis. Lui lo sa, in campo avrebbe più personalità mia suocera.
Quando prova timidamente a dire schnell, sento la mancanza di Mourinho e le sue faccette per i dummies. Una notizia, gente. Anelka è (ancora) vivo e lotta insieme a noi. Meglio sarebbe dire, lotta insieme a loro, sorprendente certi giri, certi incroci, certi destini. Guardi Anelka e ti viene in mente, per dirne una, che nientemeno al mondo s'è contestato uno come Cassano. Lo guardi, Anelka, fuori dalle docce (dove invece è lì, dicevano a Madrid, che meriterebbe d'essere guardato) e ti sovvien in mente quella cassetta di whisky che come riciclo sta girando come pacco dono in carta regalo tra i tuoi amici dal’93.
Giggs ha un modo di protestare molto all'italiana. Nonostante sia gallese, e dunque in teoria gigante e buono, quando lo fa mente come un porco e da una statura morale di una merda. Cristiano Ronaldo, il cestista, è troppo bello per poter fare il calciatore, questo vale per lui come per i comici di successo.
Sbaglia il rigore che sembra decisivo e va a piangere isolato. I compagni che ricordano Cabrini dell'82 pronti vanno a consolarlo e puntualmente la cosa, il talismano umanitario, porta la migliore suerte.
Il capitano del Chelsea, un tizio dalla faccia stralunata e totalmente incapace di vincere, sbaglia come Paperino scivolandosi sul piede d'appoggio la (vera) Coppa del Mondo per club.
Cristian il bello alla fine non piange più. Abramovich, che è Dio perché può quasi tutto, va a piover su Mosca.













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