
Meno male che i nuovi media dovevano contribuire a fare dell’informazione e dell’opinione un qualcosa di diverso dal mainstream. Infatti si scomoda niente meno che il vate del Web consegnando ad imperitura memoria il solito post sul presunto razzismo italiano che si aggrappa con le unghie all’ennesimo caso di violenza sessuale commessa da un branco di coglioni compatrioti ai danni di una diciassettenne (anche lei tricolore) pontificando sulla diversa discrezione che i media riservano a notizie di questo genere.
Il teorema è noto: il morto straniero e sfruttato va nell’indice, appena prima dell’oroscopo, il morto italiano in prima pagina e caccia alle streghe.
Il problema è che, come sovente accade al politico comico genovese, mischia le cose per far tornare i conti. Mette insieme la tratta delle bianche e le morti in Iraq, il Darfur e la campagna dei pomodori facendone una maionese immangiabile che, però, spinge con l’imbuto nella gola delle oche adoranti.
Consegue la ferrea logica del povero negro in galera e del ricco, bianco e borghese in prescrizione continua perché la legge vale solo per gli sfigati che arrivano sui canotti, indotti a delinquere dall’impunità riconosciuta ai residenti col passaporto in regola.
Il tutto condito con l’apparenza bipartisan della critica a salve a Veltroni messa lì a far decorazione nel piatto e prova provata dell’equivicina indipendenza degli intellettuali ogniqualvolta l’argomento che trattano evapori verso l’empireo dei principi universali. Duro e puro, immacolato, fa la statua di se stesso.
E giù sberle al paese che vuole essere razzista, che gode nel sapere le gabbie nostrane piene di marocchini e che si sente appagato dal metallico tintinnio delle manette chiuse ai polsi degli emarginati forte della consapevolezza che la legge si applica per classe di reddito.
Non fa più neanche vomitare, fa ridere, come si conviene al comico: il problema è che crede di essere estremamente serio e dannatamente amareggiato per le nostalgie animali che ci stringono l’anima.
Peccato che la teoria regga soltanto se si guarda la faccenda partendo dalla fine senza contare l’inizio: lui, il nostro difensore dei deboli, è tra quelli che hanno promosso, e promuovono ogni giorno, l’ecumenica e universale accoglienza fottendosene allegramente del fatto che non basti un caloroso benvenuto per dare alternative concrete a chi sfida le onde pensando che qui sia il Bengodi. A lui, e ai suoi ineffabili sodali che predicano pelose carità universali, di quello che succede dopo gli sbarchi non gli frega una cippa perché si contentano di appaltare la routine ad altri, quelli meno portati all’introspezione filosofica. L’importante è spacciare pensiero candido come la neve e ciarlare di uguaglianze palesemente irrealizzabili se non nei mondi virtuali che abitano loro, quelli che le chiappe le tengono sempre e comunque al calduccio. Mica porta i quattrini alle casse continue nottetempo, Grillo! Lui si fa fare eleganti bonifici a rischio zero. Non sta 14 ore al giorno in Bar Tabacchi per mettere insieme lo stipendio, ma sale sul confortevole palco di un teatro a raccontarci quanto siamo cattivi.
E siccome non basta, e siccome la realtà è molto diversa da quella all’olio di fegato di merluzzo che vorrebbe farci bere, cita soltanto quello che gli fa comodo per mettere tutti noi davanti alle nostre responsabilità.
Dice che la legge vale solo per i negri e che noi bianchi pervertiti si stupra nottetempo la quattordicenne sui viali per trenta euro senza dover temere conseguenze. Poi, due righe dopo, ammette che basta un sospetto di abuso su un bambino qualsiasi per mandare i genitori in galera. Genitori bianchi e ariani, ma questo si omette, perché conta il viso pallido che fa da vittima. Quei genitori che poi escono perché si scopre che non c’entravano niente – faccia un giro in Procura a Milano e chieda del Dott. Forno, se vuole divertirsi – sono non funzionali alla teoria dell’impunità e si lascia che cadano nel dimenticatoio. A lui piacciono le rumene ombrellatrici perché fanno caso umano a consentono magnifiche figure, come la bambina polacca uccisa a Napoli. Ed è tutto brillantemente in linea: accoglienza indiscriminata, passaporti facili e cittadinanza subito. La combinazione ideale perché nascano i ghetti e si gonfi senza controllo la distanza tra opportunità reali di farsi una vita normale per quelli che arrivano e moltissime occasioni in più di reali esclusione. Nel mezzo, sulla pelle di quelli che si pretende di voler difendere, degli “extra” come li chiama in un rigurgito di politcally correct dimenticando che nella definizione rientrerebbero anche gli svizzeri, ci costruisce la sua immagine da Imam dilettante.
Poi, ci guardi dentro, e vedi che il concime della violenza e del conflitto “etnico” lo spargono loro a piene mani, nostalgici della loro cara classe operaia, nel frattempo vittima della pinguedine piccolo borghese, che dei soli del socialismo reale ne hanno piene le tasche. Puntano dritti sulla disperazione altrui, d’importazione, in una selva di autopermessi e di autocertificazioni ben sapendo che ai poveri diavoli che partono possono offrire soltanto altra disperazione, ma da un’altra parte.
Alla fine, i razzisti siamo noi.
(Nella foto, difendiamo la razza)














Ma sai una cosa? Pare che pure a sinistra qualcuno si sia reso conto che tutta questa "impunità" per gli italiani (contrapposta al pungo di ferro contro i poveri immigrati) non sia poi così reale... Allego links:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?I...
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?I...
beh, che dire, meglio tardi che mai!
Mi spiegate come fa quel tale ad essere sempre ai vertici del web? Spara caz...te su tutto con la prosopopea di capire tutto e poi alla faccia di chi gli va dietro intasca soldi.
Con rispetto parlando, Grillo e' una merda. Da una vita.
Valyaah, non ti illudere. Sono crisi passeggere che sconfiggono con la prossima manifestazione. Carlo, la gente ha bisogno di profeti cazzoni e Grillo è il prototipo perfetto. Fanno penitenza, come in chiea, e poi ognuno torna a farsi i ca..i suoi.
Stela, maanche senza rispetto. Perchè il rispetto bisognerebbe anche meritarselo.
:-)
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