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Prodi debunked: quante balle, Mr. President!

E’ venerdi, lo so, e tutti hanno in testa soltanto spumante, veglione, ricchi premi e cotillons. Non mi sento neanche di dar torto a chi ha già deciso di chiudere i conti con il 2007 e confida nello stellone del 2008 per provare ad uscire dalla melma. Tuttavia, la conferenza stampa di fine anno della mortadella più indigesta d’Italia, merita pure qualche chiosa e un paio di precisazioni perché non si può mica far finta di non aver sentito i deliri prodiani sulle meraviglie dell’attività di governo. Ora, non è che ritrascriviamo il testo del discorso perché ve lo potete godere qui, ma ci contentiamo di fare la punta a qualche passaggio per smontare la favola del presente radioso e del futuro Eldorado che abitano solo ed esclusivamente nella testa marmorea del presidente del consiglio.

E andiamo a incominciare.

“L’Italia che in questi giorni si avvia a chiudere l’anno e quindi a fare bilanci sul tempo trascorso, e a costruire progetti per il futuro, è un paese che si è rimesso a camminare ed è uscito dalle emergenze. Questo ci dicono i numeri, i dati macroeconomici. Da due anni la nostra crescita si attesta intorno al 2%, abbiamo ripristinato l’avanzo primario, il debito cala costantemente. […] Conta qualcosa che il 2007 sia stato l’anno in cui abbiamo finalmente superato il problema dei conti pubblici? È fondamentale, ovviamente.”

Infatti siamo dietro anche alla Spagna e la crescita non si attesta al 2%, ma è prevista in riduzione all’1,5% per il 2008, Confindustria dice 1%, ma si teme che possa scendere allo 0,8%. I numeri dicono che, ammesso e non concesso che i conti siano a posto, hanno fatto più morti che prigionieri. Tanto più che la finanziaria di quest’anno prevede un significativo aumento della spesa corrente ai danni di quella in conto capitale. Non serve un genio per capire che non è esattamente lo stesso spendere per andare in vacanza e spendere per acquistare casa. Questa cosa, Prodi la chiama intervento strutturale. Vero, ma va nella direzione opposta a quella del buon senso. Detto che la spesa aumenta, certi rapporti li tengono in piedi solo perché hanno aumentato le tasse, come ha già scritto più volte la Corte dei Conti: detta papale papale, fanno i froci col culo degli altri.

E infatti, il premier ammette che:

“Quello che mi preoccupa oggi è che, accanto a un’Italia che vuole essere bella, vivace e solidale, esiste una mancanza di fiducia, così diffusa nella nostra società. Un clima di insicurezza che appesantisce e non ci permette di alzare il passo, camminare spediti e, infine, correre.”

Strana gente che siamo. Tutto va a meraviglia, ma si respira lo stesso un’aria pesantina. Forse ci abbiamo qualcosa di personale nei suoi confronti o non siamo soddisfatti della pettinatura di Pecoraro Scanio. Vai a sapere te.

Più probabilmente, noi poveri mortali facciamo i conti con interlocutori meno propensi alle correzioni di bilancio. E’ noto che i cassieri del supermercato siano restii ad accettare scalini e scaloni; al massimo, ti fanno usare la carta di credito e quando arriva l’estratto conto più di qualcuno ha smesso di trovarci cifre, ma si è rassegnato a leggere direttamente i commenti del gestore: “Sei nella merda. Datti una regolata”. Ripetuto ogni mese, finisce per condizionare un pochino l’umore.

“L’incertezza verso il futuro, però, resta. Alimentata dalla paura. Da diffuse insicurezze: per la diversità che assume anche il volto dello straniero, per la non sufficiente diminuzione della precarietà del lavoro, per il degrado dell’ambiente, per un mondo in subbuglio e soprattutto per la criminalità. […]L’insicurezza cresce, dicevamo, nonostante contro la criminalità diffusa sia stata messa in campo una seria e rigorosa legislazione e un’azione concreta, figlia non di furori emotivi ma di scelte e decisioni puntuali. Dal pacchetto sicurezza…”

Sembra il ritratto del Paese dei Balocchi, con l’aggiunta della presa per il culo. Il pacchetto sicurezza, meditato profondamente in una sera dopo l’omicidio di Tor di Quinto (mica figlio dell’emotività del momento), l’hanno fatto decadere perché non sono neanche capaci a mettere i riferimenti giusti nelle cose che scrivono. E l’omicida della Reggiani è già tornato qui, a Bengodi, perché certe notizie arrivano in Romania prima che a Sondrio.

“Durante questo 2007 abbiamo provato a riempire di contenuti la parola welfare, guardando ai problemi e ai cambiamenti che sta attraversando l’Italia e mantenendo una prospettiva di lungo periodo. Siamo un Paese che invecchia, in cui la natalità è ancora bassa.”

Coerentemente, è stato fatto di tutto per mantenere la pensione di anzianità a 58 anni mandando in vacca la riforma Maroni. Ci costerà, ad andar bene, un altro miliardino di euro all’anno per i prossimi dieci.

“Non mi sembra un salto logico troppo ardito se passo a ricordare come il 2007 sia stato anche l’anno dell’abolizione del costo fisso di ricarica per i cellulari.” Era quello il problema fondamentale, cazzo. Perché non ci abbiamo pensato prima?

“Perché il 2007 è stato anche l’anno del "tesoretto", come la stampa ha definito il frutto di un lavoro certosino nella lotta all’elusione e all’evasione fiscale.” Bugia. Il 2007 è stato l’anno della pressione fiscale record (specie di quella locale) travestita da lotta all’evasione e dello sperpero dell’extragettito.

“Cos’altro è stato, infine, per l’Italia questo 2007 se non l’anno dell’antipolitica, della casta, dei costi della politica? Merito anche delle inchieste giornalistiche che hanno portato sotto gli occhi dell’opinione pubblica questi sprechi, questi privilegi spesso incomprensibili. Ma la necessità di un surplus di moralità da parte dell’amministrazione e della politica è sempre stato un faro mio e del mio governo, assai prima che tali inchieste vedessero le luce. Fin dalla campagna delle primarie del 2005 ho girato l’Italia ribadendo quanto fosse necessario intervenire. E un risultato lo portiamo a casa anche su questo versante con la Finanziaria. Un serio e solido pacchetto sui costi della politica è stato approvato…”

E’ stato l’anno del famoso “Abbiamo una Banca” e del disvelamento degli intrecci (arcinoti) tra mondo cooperativo rosso e diessini, dell’inchiesta che riguarda Prodi e Mastella (Why Not?) condotta da De Magistris, prontamente finito (il magistrato) sotto processo e l’anno dei tagli dei costi delle Camere (risparmi di 15 mila euro annui su oltre un miliardo). Un surplus di moralità da leccarsi le orecchie.

E poi, per finire in bellezza, il richiamo al paese verde e alla fuga dei cervelli: dal prossimo anno diventeremo il regno dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile installando pannelli solari ovunque, risparmiando carta e installando lampade a basso consumo energetico, mentre Napoli continuerà ad affogare nella merda nonostante i due miliardi di euro spesi per risolvere un problema che resta uguale a se stesso e di cui nessuno sarà chiamato a rispondere.

Per i cervelli, invece, c’è la proposta di “linkarli”, cioè di farli rientrare in Italia creando comunità virtuali. Via Skype o Msn, suppongo, così potranno farci avere via mail le proposte utili al paese senza neanche dover alzare le chiappe dal MIT.

Dopo tutto questo, ancora non gli è chiaro perché di lui abbia una residua considerazione un italiano su quattro. Sei milioni di analfabeti spiegano qualcosa, ma sull’altro 12,5% resta un fitto mistero.

(Nella foto, Prodi)

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ritratto di Mthrandir
 

Quanta verità hai scritto!
Sul mio blog ho appena messo il video di Prodi con il duello tv remixato... ecco, alla luce di quanto visto finora, nessuno si accorgerebbe del montaggio. :)

Ciao

...bella analisi dettagliata del discorso di mortadella...ti eri impegnato così tanto anche per le conferenze di fine anno di Silviuccio? No perché anche in quelle di balle ne volavano a quintali!

p.s. scusa ma non puoi mettere altri nomi per l'antispam? che ne so, qualche italiano di cui possiamo andare fieri tipo galilei o marconi, stavo per vomitare a leggere quell'elenco...

p.s.2 ah ah, mamma mia, la foto prodi-pinocchio...che spasso!

Complimenti Mthrandir, un'ottima analisi !
Ammetterai anche tu, però che la parte più difficile non è stata sbugiardare la TestaQuadra con le sue favolette, amplificate dal fido TG1, ma vincere la nausea ed il senso di straniamento da pièce di Ionesco che emanava da tutto il quadretto.
Io comunque ho premiato l'accoppiata ConferenzaProdi2007-TG1 come programma Comico dell'Anno !

Riccardo, visto e votato. In effetti, la sceneggiatura ci sta:-) Gabriele: qui non è che si sia mai stati troppo teneri nemmeno col Cavaliere. Evidentemente, capiti da queste parti solo oggi, il che - ovviamente - non è mica un problema. L'antispam è in linea con il mondo felice di oggi. In effetti, i due che citi tu sono morti da un pezzo.:-) Doc, chi non muore si rivede. E' vero, non è stato difficile. Eppure c'è ancora qualcuno che ci crede:-)

E che mistero! :D :D

Senza alcun dubbio qualsiasi primo ministro, nel discorso di fine anno (e non solo), ha sempre considerato la realtà un optional, ma quest'ineffabile individuo vuole ridicolizzare il romanzesco Barone di Münchhausen!
Un amichevole appunto a Gabriele: credo sia ora di evitare le risposte del tipo "... ma anche gli altri ...", che, lungi dallo sminuire la gravità o la - talvolta - assoluta imbecillità delle azioni o delle parole prese in esame, parrebbero essere soltanto pretestuose e mostrare indisponibilità ad un'analisi puntuale.

Meno male che poi il 31 abbiamo avuto l'illuminante discorso di quell'altro personaggio inutile che è Napolitano: alla sua analisi delle magagne italiche e alle sue conclusioni è in grado di arrivarci anche mia figlia che ha 5 anni.
Che caso strano, invece, che in questi discorsi pomposi non compaia mai l'unica cosa di cui lo Stato ha bisogno: SOLUZIONI (con un minimo di logica, si capisce)

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