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Un permesso di soggiorno a botta

Questo post qua, cioè quello che sto scrivendo e che voi state leggendo, doveva vedere la luce qualche giorno addietro allorquando la simpatica comitiva in gita politica che siede al governo elaborò i cinque provvedimenti denominati “pacchetto sicurezza” e prima che lo sciagurato di Tor di Quinto costringesse Uolterino a chiedere un intervento immediato di cosmesi comunicativa, cioè la trasformazione in decreto legge della una parte del progettone unionista di rientro nella legalità centrato sull’espulsione dal territorio dell’Impero Romano (o Romeno?) dei bruti residenti nelle baraccopoli sorte all’improvviso in riva all’Aniene.

Poi una cosa tira l’altra e mi ero scordato di completare la telenovela con questa impedibile puntata la cui sceneggiatura mi è stata riaccennata da un commento del semper fidelis ErreBi il quale, sull’argomento, ha una memoria che fa invidia ad un elefante indiano.

Il pezzetto che mancava del Barnum sicurezza riguarda questa bizzarra idea che sintetizzo con le parole del Sole 24 ore:

“Le donne straniere che denunciano violenze familiari o vittime di violenze familiari sulle quali è in corso un’indagine possono ricevere dal questore un permesso di soggiorno per motivi di protezione umanitaria. L’autorizzazione è legata a un percorso di integrazione che affianca la donna vittima di violenza.”

Come succede spesso, scrivere le leggi col manuale del perfetto buonista in una mano e quello del politically correct nell’altra aiuta moltissimo a partorire autentiche follie giuridiche destinate a complicare maggiormente i problemi che si prefiggono di risolvere.

Ma è lo spirito legislativo italiano che è sempre stato così, a metà tra ambizione naif e ascetico moralismo, pronto a farsi sostanza su qualsiasi argomento a patto di volerlo regolare in modo del tutto originale in nome di un “mai visto prima” che il resto del mondo ci esprime manifestando un’incredulità che noi facciamo finta volentieri di scambiare per dichiarazione di stima.

Qualcuno può immaginare il funzionamento di una roba come quella sopra che diventasse legge? La risposta è pleonasticamente no, a meno che non si metta a replicare Giuliano Amato. A parte il fatto che la violenza familiare è familiare anche se la donna è italiana, ma se la violenza dovesse subirla un uomo? A lui niente permesso di soggiorno? E non fate quella faccia lì, come per dire: “ma sarà uno su un milione”, perché in certe famiglie di convinzioni religiose altomedievali, un figlio maggiorenne che obbietti al padre potrebbe tranquillamente subire il peso di controargomentazioni basate sull’indubbio potere di convincimento che sta nella cinta dei pantaloni. Violenza è violenza, familiare è familiare, ma per il permesso di soggiorno un ipotetico Mohamed dovrebbe travestirsi da Ivanka e presentarsi in questura col rossetto sulle labbra e coi tacchi a spillo.

A dir poco imbarazzante, oltre che in leggero contrasto con la Costituzione. Inoltre, che qui siam cavillosi fino al midollo, una donna straniera in che senso? Una francese va bene oppure dev’essere extracomunitaria oppure ancora della Comunità Europea, ma provenire da un paese che sta fuori dagli accordi di Schengen? Perché per una francese il provvedimento è inutile, mentre per le altre due potrebbe anche essere interessante. A patto che la violenza non le venga inferta da un parimenti straniero, perché sennò il castelluccio di carte crolla inesorabilmente al suolo. Voglio dire che se una donna straniera illegalmente in Italia può ricevere il permesso di soggiorno a causa delle botte rimediate dal marito - fidanzato - fratello - cuginoditerzogrado - ziodellanonna, dobbiamo essere sicuri che il bruto sia italiano, cioè che il Paese intero sia collettivamente responsabile nei confronti della vittima – o presunta tale. Altrimenti, al massimo le possiamo dare un permesso di soggiorno in Romania perché se la violenta un rumeno noi non c’entriamo un cazzo e non dobbiamo risarcire alcunché. E se il violento fosse sì straniero, ma non connazionale della vittima? Le diamo il permesso di soggiorno del Paese del bruto? Mah, ci pensiamo su.

Diversamente, se l’energumeno fosse straniero della stessa estraneità della vittima altrettanto illegalmente soggiornante in Italia, c’è anche il rischio di entrare in conflitto di interessi. Tipo: convivo con uno che non mi sta più a genio, lo mollo, ma lo denuncio anche per violenza così mi danno il permesso, me lo levano di torno senza troppe storie e mi risolvo anche un bel problemino legale. La legge, infatti, parla di denuncia e una denuncia non necessariamente prova un fatto. Come si vede, le fattispecie cominciano a diventare piuttosto numerose e la legge, mano a mano che si esplorano le casistiche, si fa sempre più vaga. E ancora non è tutto, perché in un momento di bontà d’animo abbiamo tralasciato la parte due, cioè quel legame tra autorizzazione e percorso di integrazione che affianca la donna vittima di violenza. Che percorso sarebbe non è dato sapere, come resta un mistero la figura dell’accompagnatore-integratore e pure l’integrazione con chi e con cosa, la durata del percorso e il grado di difficoltà. Tutto questo per dire che poi vanno in televisione, come stamattina a La7 la Turco che, in qualità di ministro della salute ha ben più di un titolo per dare delucidazioni in tema, per farci sapere quale lavoro approfondito svolgano nei consigli dei ministri e quale cura mettano nell’elaborare i loro provvedimenti di legge.

E siccome qui gira tutto al contrario, di fronte alla critica si incazzano loro.

(Nella foto, accompagnatori post violenza)

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ritratto di Mthrandir
 

e i finocchi??? vogliamo discriminarli ANCHE in questo disegno di legge? se un femminiello colombiano clandestino convive con una romena clandestina pur'essa, che per sfogarsi del risentimento accumulato durante la giornata lo gonfia di botte, come si fa? foglio di via a entrambi? percorso d'integrazione e accompagnamento, ma solo se lui si fa cambiare di sesso (in Toscana, naturalmente)? e che dire di una coppia di omosessuali senegalesi dove uno dei due si prende trenta ceffoni a sera dal partner più macho? a rimpatriare il violento lo si espone al rischio di lapidazione, al suo paese, e allora dove lo mandiamo? a Ibiza, Mikonos?
mamma mia, ma non si rendono conto che se iniziano a discriminare per legge non si sa dove andremo a finire, vittime o esercenti della violenza?

Thanks ;)

Onorato della citazione. Grazie mille! :)
Se avessi saputo che il post era in progetto mai avrei osato rovinare l'effetto sorpresa.

Comunque, tanto per suffragare le tue affermazioni:
uno su un milione

Probabilmente è uno dei pochi casi, ma maledettamente e letteralmente dimenticato dai politicanti dal legiferare istintivo ed emotivo. Che tristezza!

Baron, si chiamano diversamente eterosessuali:-)
Camelot, prego, ci mancherebbe:-)
ErreBi, te lo avevo anche scritto in risposta a quel commento. Io sono cronicamente in ritardo a rispondere ai commenti, ma te sei distratto:-)

Ah, io non mi preoccuperei... tanto anche i casi di stupro fatti e finiti in Italia e tra italiani li vedono dopo 6 anni, e li lasciano andare dopo 2 gg, figuriamoci!

scusate i miei errori di doppie inanzi tutto.
brasiliana, 19 anni vivo in italia da che ne ho 8. mia madre mi ha portato qui dopo aver conosciuto un'uomo egiziano con il quale eveva una relazione... ha avuto due piccoli da lui un maschietto 10 anni) ed una feminuccia (9 anni).
non ha mai conosciuto a pieno la legge e lui invece si e la minaciava di portare via i figli...
lui sposato con un'altra donna, e avvendo una amante non permetteva a mia madre di lavorare neppure se non c'era cibo in casa... ha cercato di sfigurarla... brucciato le carte del rinnovo di soggiorno di mia mamma e impedito che lei riuscisse a rinnovarlo...
umiliata per anni...oggi da ormai un'anno i 2 bambini sono finiti in comunità, io e mia mamma senza permesso di soggiorno da quasi 2 anni...
non troviamo lavoro, mia mamma ha il cancro maligno allo stomaco e 3 ulcere sempre allo stomaco sta sempre piu male che bene.
io faccio la prostituta per coprire il debito di solfdi che ho preso in prestito per affitare un appartamento in nero a mia mamma perchè dormiva nei parchi in pieno inverno... lui invece fa la bella vita.

nonostante i miei fratellini siano nati qui ed io cresciuta qui per lo stato non interessa! siamo clandestine!
mia mamma ed io potremo essere rimandate in brasile da un momento all'altro.. ed i bambini rimarebbero qui! e noi in brasile non abbiamo niente! e nessuno!
mia mamma da tanto attende il giorno di andare in tribunale, ma non arriva mai! nessun permesso di soggiorno per lei ok!!

Purtroppo l'Italia è un Paese bastardo e razzista. Se quello che hai detto è vero mi spiace molto per te e per la tua famiglia...

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