
In Toscana non ci hanno le idee mica tanto chiare sull’immigrazione e sulle regole del gioco. Da una parte c’è Domenici che ha indetto la crociata contro i lavavetri rei di imporre un servizio non richiesto con l’aggravante della mancata iscrizione all’albo, dall’altra una giunta regionale che impiega il suo tempo, lautamente remunerato, ad inventarsi un nuovo status da assegnare ai clandestini al fine di dotarli di regolare tessera sanitaria. Così, mentre nel capoluogo la Stasi locale esegue appostamenti ai semafori per liberare la pubblica via dagli autolavaggi bipedi, nelle ASL si discetterà sull’opportunità di assegnare la definizione di “Straniero Temporaneamente Presente” a chi, illegalmente sbarcato sulle nostre coste, faccia richiesta di avere un medico di base al quale affidare le cure dei reumatismi presi nel Mediterraneo o nel carro frigo di qualche TIR.
Un caso classico di schizofrenia politica che affligge chi è abituato a leggere la realtà con le lenti dell’ideologia e si trova costretto continuamente a rincorrere i bisogni quotidiani della gente senza voler rinunciare ai propri vaneggiamenti utopistici. Il tutto malcondito con la solita, impietosa e grottesca collaborazione della burocrazia politically correct la cui fantasia letteraria non ha eguali nel mondo. Così, siccome scrivere che si assegnava il prezioso documento ai “clandestini” faceva brutto e lasciava aperta la possibilità di pensare che il provvedimento non fosse neanche troppo legittimo, si sono inventati il concetto di “Straniero Temporaneamente Presente” che vuol dire molto, ma soprattutto punta a non definire un cazzo garantendo tutti da possibili contestazioni.
Qualcuno potrà forse obbiettare che lo straniero non sia temporaneamente presente? E chi non lo è, di grazia? In senso lato, tutti siamo temporaneamente presenti su questa terra a prescindere dalla nazionalità e dalle coordinate geografiche che identificano ogni singola posizione umana sulla crosta e sulle acque del globo. Oggi siamo qui, domani chi lo sa?
Io già mi immagino le dotte discussioni su come si dovrà intendere la temporaneità, in particolare se dovrà essere considerata in sé o in combinazione con quel presente che potrebbe far intendere un luogo più o meno identificabile. Presente dove? Davanti agli sportelli della ASL, in Toscana o in Italia? Temporaneamente presente significa che davanti allo sportello potrà trattenersi per un tempo limitato (da quantificarsi con apposito decreto attuativo), oppure significa che si tratta di presenza temporanea più ampiamente intesa, cioè quella di qualche settimana nei confini della regione? E se esce dai confini per andare tipo in Liguria? E’ ancora temporaneamente presente a causa della prevalente tendenza a bivaccare in Val di Chiana e l’excursus sarà da intendersi irrilevante oppure mi perde il diritto? Son domande di peso, mi rendo conto, e per rispondervi mi sembra impossibile evitare di affidare una consulenza tecnico giuridica ad una commissione di esperti che approfondisca l’argomento.
Anche perché si tratta di un precedente che potrebbe aprire le porte ad una molteplicità di provvedimenti che potrebbero prevedere qualifiche analoghe. Ad esempio, l’assistenza sanitaria pubblica dovrebbe essere garantita anche ai cittadini “Temporaneamente Latitanti”, dando per scontato che ne avranno bisogno anche loro come tutti gli altri, inclusi quelli “Temporaneamente Sani” ai quali auguriamo che il cambiamento inevitabile di status si limiti ad un “Temporaneamente Ammalati” perché la mancanza dell’avverbio farebbe presumere prospettive non del tutto rosee. E’ chiaro che, in questi ultimi casi, trattandosi di cittadini italiani il problema si dovrebbe poter risolvere da sé visto che ne avrebbero comunque diritto a prescindere dal grado di “temporaneità” relativa. Resta solo qualche incertezza sui “Latitanti”, ma le risorse intellettuali della politica sono quasi infinite.
Ciò che colpisce, comunque, è la rivoluzione giuridica implicita che si trova in questa proposta di legge civilissima e avanzatissima, perché certi diritti vengono trasferiti di fatto da una condizione di regolarità rispetto alla legge vigente ad una dimensione più intimamente umana di relazione temporale con la propria esistenza. E’ un passo avanti di grande momento che chiede al paese di ripensare profondamente al vecchio schema legale al quale siamo ancorati da troppo tempo. E, forse, impone all’elettorato lo sforzo di ampliare i propri orizzonti mentali abbandonando vecchi e desueti schematismi per accogliere nuove categorie di pensiero. Ci evolviamo a grandi passi verso un mondo più consapevole della propria precarietà esistenziale. Per questo, tutti noi “temporaneamente presenti” abbiamo il dovere di confrontarci con le profonde intuizioni di chi, alla prova dei fatti, ha scelto di mettersi nel campo dei “Cervelli Definitivamente Assenti”.
(Nella foto, dettagli)














E i Cittadini Decisamente Incazzati?
Sbagliato! Quella roba lì, i cittadini, non contano un cazzo. Te sei clandestino o no?:-)
A me hanno Definitivamente rotto i cosiddetti. E ancora una volta la political correctness ha fatto i suoi danni!
Tu sei razzista, ecco!:-)
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